Leucantica (Patù, LE)

 

Direttore scientifico: Valentino Nizzo.
Coordinamento delle attività topografiche e di rilievo archeologico: prof.ssa Angela Bosco – Dott. Rosario Valentini.
Istituzioni coinvolte: Università di Napoli “L’Orientale”; Comuni di Patù (promotore), Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca (accordo quadro con Unior); Soprintendenza ABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto (concessione di scavo decreto DGABAP rep 169 del 25.02.2026; autorizzazione allo studio); Museo provinciale Castromediano (Lecce), Dipartimento cultura Regione Puglia (accordo quadro con Unior).

Il progetto LEUCANTICA intende indagare in modo innovativo e olistico la storia e l’archeologia preromana del Capo di Leuca (provincia di Lecce), quello che sin dall’antichità era definito il “de Finibus Terrae”, crocevia di popoli e culture e porta naturale d’Italia fin dalla protostoria. Al centro dell’iniziativa si colloca lo scavo sistematico dell’antica città di Vereto (Patù), quasi del tutto inesplorata, integrato dallo studio delle testimonianze archeologiche già rinvenute e da un’analisi critica delle fonti letterarie e antiquarie disponibili. L’obiettivo è ricostruire le reti di scambio, identità e interazioni culturali che hanno caratterizzato il territorio dall’età del Bronzo finale alla prima Romanizzazione, in un quadro geo-topografico esteso ai principali siti del promontorio salentino. La ricerca coniuga approcci tradizionali di scavo, survey e analisi delle fonti con metodologie digitali di mappatura, documentazione 3D e GIS, così da restituire un quadro integrato del paesaggio antico.
Elemento qualificante di LEUCANTICA è l’adozione di pratiche di archeologia partecipata: la popolazione locale sarà coinvolta non solo come destinataria della ricerca, ma come parte attiva nei processi di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio. Attività di formazione, laboratori pubblici, narrazioni condivise e percorsi di citizen science rafforzeranno il legame tra comunità e
territorio, creando nuove forme di consapevolezza e appartenenza. 
Il progetto mira così a valorizzare un’area finora marginale negli studi archeologici, inserendola in una prospettiva internazionale sulle dinamiche di contatto nel Mediterraneo antico, costruendo al tempo stesso un modello di ricerca aperta e inclusiva, in cui la memoria storica del Capo di Leuca diventerà risorsa viva per la collettività.

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